DA OGGI IN COSTA D'AVORIO PER IL VERTICE UNIONE AFRICANA - UNIONE EUROPEA
Dieci anni dopo la definizione di una strategia comune Unione africana-Unione europea, i rapporti tra i due continenti hanno registrato molti cambiamenti. Credo che i tempi siano maturi per un nuovo corso delle relazioni bilaterali. Abidjan potrebbe segnare una svolta lungo questo percorso necessario. La questione migratoria, che era una preoccupazione soltanto europea, è diventata prioritaria anche per i paesi africani. Un altro cambiamento significativo scaturisce dal fatto che l'Africa e' tornata al centro degli interessi, della competizione economica e commerciale globale. La presenza di investitori stranieri sul continente si è molto rafforzata, a cominciare dai cinesi, ma non solo. L'Italia è finalmente ritornata in Africa ed è molto attiva su questo versante. Siamo molto contenti per i risultati conseguiti. In pochi anni siamo passati dal ventunesimo al terzo posto come investitore diretto in Africa, dietro Cina e Emirati arabi. Ma non dobbiamo fermarci, c'è ancora molto da fare. Il quinto vertice Unione africana-Unione europea si terrà ad Abidjan, capitale economica della Costa d'Avorio, il primo mai organizzato in Africa subsahariana. La scelta di Abidjan è in qualche modo emblematica del cambiamento veloce in atto nel continente, dove diversi scenari di crisi sono stati archiviati e si registrano crescita economica sostenuta, urbanizzazione, innovazioni tecnologiche e ingenti investimenti. L'immagine dell'Africa in Europa sta cambiando e deve ancora cambiare. C'è la consapevolezza che esistono tante 'Afriche'. Un continente plurale, certamente con i suoi problemi ma che offre anche tante opportunita' di investimenti e sta facendo molti passi avanti, ad esempio nel settore dell'innovazione tecnologica. Ci sono Paesi che crescono, sono stabili e sicuri, quindi dove si può investire. Poi ci sono Paesi in situazione di crisi nel Sahel, nel Corno d'Africa e in Sud Sudan, ed altri che stanno uscendo da conflitti, come la Repubblica Centrafricana. Anche nell'informazione, piano piano si sta facendo strada un'altra narrazione, che non rilancia solo le notizie drammatiche dell'Africa, ma anche quelle positive. Un salto qualitativo del racconto necessario per modificare la percezione anche nell'opinione pubblica.


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