Diritti umani in Africa di Emanuela Scarponi

L'Africa è diventata di attualità in Italia a causa dell'immigrazione clandestina improvvisa che ha suscitato molteplici problematiche in tutto il Paese e in tutta Europa. È un fenomeno assolutamente nuovo rispetto agli anni in cui tutti noi ci interessavamo di questo Continente per motivi di studi.

In realtà credo quindi che il diritto alla informazione sia appunto un filone nuovo che debba costituire una opportunità per dare voce all'Africa. Tra i vari diritti umani non meno importante degli altri è il diritto all'informazione, senza il quale non si riesce ad avere contezza di quello che questo Continente porta con sé.

L'Africa è gigantesca! E la carta geografica che mi accompagna sempre ne dà conto con tutti i suoi confini politici e fisici. In questa maniera riusciamo ad avere un'idea anche della grandezza di questo mondo e della piccola Italia situata nel Mediterraneo, in effettivo contatto con tutto il Nord Africa, quindi punto di approdo per molteplici persone che scappano e fuggono da molti Paesi in guerra. Ecco l'importanza di scrivere in modo da rappresentare le problematiche di questi Paesi, e portare al contempo  i valori positivi che questi  Paesi portano con se'.

Purtroppo non arrivano notizie positive da questo Continente che, in realtà, agli occhi di coloro che lo conoscono offre grandissime bellezze, oltre che naturali anche storiche, che appartengono alla storia dell'Uomo. Sappiamo tutti che l'uomo nasce in Africa dai ritrovamenti paletnologici effettuati. Sappiamo che nell'antichità esisteva la cultura afro-romana e la conoscenza e la cultura mescolatesi hanno dato vita ad una nuova cultura mista. Questo è alla base di tutti gli incontri e scontri di tutta la storia del mondo. Da qui la decisione di cominciare a scrivere di queste tematiche.

Quanto al tema di oggi, che tratta dei diritti umani in Africa, ecco appunto il collegamento con la stampa: da molti Paesi non riceviamo informazioni. Di qui l'esigenza di individuare persone provenienti da vari Paesi dell'Africa che possano fornirci informazioni reali di ciò che in realtà succede, anche con una  serie di conferenze che possano dare l'opportunità di comprendere a fondo il perché del  fenomeno dell'immigrazione, del perché le persone rischiano la vita attraversando il deserto del Sahara, cavalcando infine le onde del Mar Mediterraneo su mezzi di fortuna che spesso causano terribili naufragi, causando la morte di questi disperati, pur di arrivare in quella che considerano la terra promessa, cioè l'Europa, dove c'è la ricchezza e dove si può vivere bene.

Arriviamo quindi a trattare il tema dei diritti umani in Africa: il problema della fame, delle guerre, della distruzione di massa e così via. 

Nella scuola italiana si studia la storia della schiavitù. Ho fatto un punto fermo sulle date in cui questi fenomeni nel mondo hanno fine: la schiavitù finisce in America circa cento anni fa, nel 1865, ed  è veramente folle pensare che fino a soli cento anni fa ci fossero persone che venissero incatenate e trasportate per farne degli schiavi.

Ovviamente questi uomini nati schiavi si sono poi riscattati e successivamente sono diventati uomini liberi fino ad arrivare a questo grande momento in cui il Presidente degli Stati Uniti d'America è un nero, un uomo di origine africana. Penso che questo sia stato un grande momento della storia dell'umanità. Gli Stati Uniti sono arrivati a questo importantissimo momento, che sarà e resterà per tutta la storia dell'umanità.

Questa è la motivazione per cui nasce la testata Africanpeople, che conta sull'ausilio di appassionati ed esperti d'Africa, per cercare proprio di garantire informazione, che  non deve essere di parte,  manipolando le informazioni. Anche grazie ai mezzi informatici, oggi è possibile garantire notizie ed è già qualcosa.

Quindi credo che questo sia il momento di invertire il punto di vista e di voltare il nostro sguardo verso il Mar Mediterraneo per comunicare con persone in grado di gestirsi. Ci sono stati dei momenti in cui i diritti umani sono stati violati perché appunto era difficile raggiungere questi Paesi, per motivi naturali (cioè per gli ostacoli naturali come il deserto, la foresta pluviale, eccetera), ma soprattutto per assenza di collegamenti. Per cui l'Africa è "terra di nessuno" tutt'oggi, ma oggi la novità è la globalizzazione, che vede tutti collegati tramite Internet. E' un mezzo di comunicazione che, se usato bene, ha dell'incredibile e ti conduce dall'altra parte del mondo nel giro di un secondo. Questo permette la comunicazione, anche in Africa.

L'economia globale in disfacimento totale rende la vita più difficile nelle zone vicine al Sahara, per via del processo di desertificazione in corso. Quindi persone che prima potevano sopravvivere, oggi incontrano grosse difficoltà.  I problemi economici in Europa e in Italia in particolare si aggravano ancora di più in questi Paesi traballanti. Quindi, come si diceva qualche tempo fa, non ci sarà mai un arresto dell'immigrazione clandestina e loro malgrado i poveri del mondo rischieranno sempre la loro vita. Per cui credo che sia opportuno che l'Italia si metta a guardare l'Africa positivamente per creare un ponte, rapporti culturali e di cooperazione allo sviluppo in questi Paesi, che chiedono solo di essere ascoltati. In Italia non tutti parliamo la lingua inglese, mentre in questi Stati tutti  comunicano in doppia lingua, sia quella dei colonizzatori che la loro. Quindi è arrivato il tempo di superare il pregiudizio e cambiare l'idea che abbiamo di questo Continente. 

 

Museo delle Civiltà-Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

MAV 2018 avrà luogo a Roma presso la Sala Diego Carpitella dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, in piazza Guglielmo Marconi 10 dal 22 al 24 novembre 2018 (orario 9.00 -18.00), a cura di Emilia De Simoni, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci

Presentazione del documentario "I San del Kalahari", proiettato in occasione del MAV, Materiale AudioVisivo 2018 presso il Museo della arti e tradizioni popolari, piazzale Marconi 10

22-23-24 novembre 2018.

Il documentario i San del Kalahari di Emanuela Scarponi in anteprima in lingua inglese con contenuti inediti

La visione sarà sempre disponibile al pubblico nella Sala delle Colonne durante i tre giorni della rassegna MAV.

I temi proposti per questa edizione sono: Etnografia condivisa (Jean Rouch, Moi un noir) Cinema etnografico come strumento di ricerca scientifica (Diego Carpitella, Cinesica 2 -Barbagia) Etnografia delle migrazioni (Vittorio De Seta, Lettere dal Sahara)

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