MOSTRA FOTOGRAFICA E PITTORICA

Ecco 
Com stampa NOI CEL’abbiamo fatta
COMUNICATO STAMPA
All’ interno della rassegna Madre Mediterranea:
In collaborazione con il Tavolo interreligioso del Comune di Roma e con Africanpeople ONG

NOI CE L’ABBIAMO FATTA
Fotografie di Giorgio De Camillis
Dipinti di Osman Fayez
Cappella Orsini Lab, Via di Grotta Pinta 21
Dal 16 al 25 ottobre 2018
dalle ore 12:00 alle 18:30
sabato e domenica chiuso

Uomini e donne che vengono dai Paesi emergenti sono una ricchezza per noi, ma soprattutto lo saranno per i loro luoghi di origine se saremo in grado di costruire insieme il loro futuro.

Le due mostre testimoniano esempi d’integrazione avvenuta con successo.

 

ORO NERO, FOTOGRAFIE DI GIORGIO DE CAMILLIS
Una sintesi sia delle mostre che dei reportage realizzati dall’autore per divulgare le attività di integrazione svolte dalla Caritas e del Laboratorio Cooperazione ed altre associazioni di Treviso
Il messaggio che ne scaturisce è che possiamo fare molto per gli immigrati ma la cosa più importante è che conoscendo gli stili di vita e i modi di lavorare imposti dalla globalizzazione saranno loro stessi a diventare il vero motore primo per la trasformazione del continente africano.  
Solo quelli che hanno avuto un’esperienza di vita in Occidente potranno rispettare le tradizioni e traghettare la loro società verso un futuro eco compatibile capace di inventare nuovi modi per migliorare la qualità della vita di tutti.  Chi meglio di noi italiani può capirli. Tutti abbiamo avuto i racconti di un parente emigrato e poi rientrato ricco di nuove competenze .

LUCI E OMBRE, DIPINTI DI OSMAN FAYEZ
Fayez Osman, medico italiano nato in Sudan, dice di sé “Le imprevedibili trame del destino mi hanno catapultato, tanti anni orsono, dalle sabbie calde e dorate del deserto sudanese ai sampietrini statici e vissuti della capitale romana.”
Nelle opere di Osman prendono vita i ricordi del suo paese natale, con i suoi colori vivaci, gli odori speziati, le strade polverose, i mercati affollati di un’Africa, che l’artista ritrova dentro di sé e idealizza nei suoi dipinti.  Un periodo luminoso in cui, simili a bozzetti per vetrate in cui il perimetro del disegno corrisponde alle saldature piombate, i dipinti paiono finestre su un mondo lontano e spontaneamente felice nella sua quieta condivisione. Sono, infatti, opere realizzate prima dell’inizio delle sofferte migrazioni attraverso il mediterraneo, in concomitanza con le quali la visione di Osman Fayez muta di tono, e si aggiunge a quanti lamentano il blocco dell’immigrazione legale; di Roberto Di Giovan Paolo, direttore responsabile di Africanpeople review 


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