Cartagine incontra Roma, città eterna,  il 25 ottobre 2018 

 

L'Africa deve tornare a crescere: queste le parole di Gilbert F. Houngbo, presidente dell'Ifad, che cita Scipione l'Africano e Cartago: si apre così il primo capitolo di un nuovo libro tutto da scrivere tra Italia ed Africa, in occasione dell'incontro istituzionale che si è tenuto il 25 ottobre 2018 per il secondo anno presso la Farnesina.

Di grande rilevanza storico-politica, questo incontro segna le linee-guida del neonato Governo italiano in continuità in realtà con il recente passato, pur con problematiche nuove e diverse da affrontare.

L’Africa è in continua evoluzione e le movimentazioni dei migranti ne sono la diretta conseguenza. Quindi il problema si deve affrontare superando le differenze culturali e cavalcando a ritroso le onde del Mare Mediterraneo per disegnare assieme ai Paesi che in particolare si affacciano sul Mar Mediterraneo i processi politici, culturali e di promozione allo sviluppo in corso, che vedono il nostro Paese attore di primo piano, soprattutto per la sua posizione geografica e geopolitica.

Nel corso degli interventi si è ovviamente affrontato il problema del traffico illecito di esseri umani che si consuma nel Mare Nostrum, e che avviene contro ogni rispetto per gli inviolabili diritti dell’uomo. Ed è là che bisogna intervenire per combattere questa piaga. Le modalità sono tute da decidere ma dalla condivisione - auspicata dal presidente del Consiglio Conte che lo ha ribadito più volte - dei problemi si giungerà ad una soluzione.

Sulle orme quindi della I conferenza Italia-Africa salutata da Mario Giro, la tradizione prosegue.

Africanpeople è presente per riportare i fatti ed i passi avanti che l'Italia sta facendo in Africa e con l'Africa. A tal fine, e per amore di verità, la conferenza è andata in diretta radiofonica.

       

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto i lavori di questa seconda "Conferenza ministeriale Italia-Africa" che vede riuniti a Roma le delegazioni (oltre 50) di Paesi africani, i vertici dell'Unione Africana e i rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali. Ribadisce che i lavori di questa Conferenza si svilupperanno, dunque, nel segno della continuità del nostro impegno, intensificatosi in misura significativa in questi anni.

Seguono gli interventi del ministro degli affari esteri, Enzo Moavero Milanesi, il quale ribadisce l'importanza di cooperazione tra Italia e Africa, in linea con la politica estera italiana in Africa del Governo precedente.

Sono presenti 46 Paesi africani ed anche i Capi africani parlano dell’opportunità di garantire un rapporto istituzionale tra Italia ed Africa al fine di promuovere lo sviluppo culturale, economico ed industriale grazie alla cooperazione allo sviluppo, anche per risolvere il problema della migrazione clandestina, che opera senza alcun tipo di controllo.

Il ministro Moavero invece si propone di dare ampio spazio alla economia italiana nel continente, mettendo a disposizione le forze imprenditoriali e scientifiche del nostro Paese e dell'Europa.

Parla anche dell'elemento culturale, come strumento indispensabile per parlare al cuore delle persone. La ricchezza culturale del continente africano è tale che la si può condividere con la ricchezza culturale italiana. Il suo auspicio è pertanto quello di conoscersi meglio.

L'intervento di Emanuela Del Re, viceministro deputato agli affari esteri e alla cooperazione della Repubblica italiana, ha espresso l'opportunità di "creare un rapporto di amicizia" tra i popoli italiano e africani, ricordando i molteplici scrittori africani quale tra gli altri il Premio Nobel Wole Soyinka e lo scrittore Chinua Achebe che hanno fatto grande l'Africa, per parlare poi dei Paesi che hanno raggiunto la libertà e l'indipendenza dal 1960 ad oggi, vedi il Sud Africa con la fine dell'apartheid e l'avvento di Nelson Mandela a Presidente della Repubblica del Sud Africa, ricordato più volte, di cui quest’anno si festeggia il centenario della nascita; parla ancora della Namibia che ha raggiunto la sua indipendenza dal Sud Africa nel 1990, con il grande Sam Nuyoma, dando così fine all'apartheid proprio in quegli anni.

Ricorda infine il progetto Erasmus da effettuare in Italia per gli studenti africani, progetto da concretizzare entro il 2020.

 

 

L'Africa, protagonista della Giornata della Farnesina, con ben 47 Paesi presenti.

        

Hamdi SANAD LOZA

È quindi intervenuto il viceministro degli affari esteri e degli affari africani dell'Egitto, Hamdi SANAD LOZA, che ha innanzitutto posto le condizioni per una migliore comprensione tra Italia ed Egitto, visti i fatti recenti, e cita Rossellini e Fellini molto conosciuti in Egitto.

Fatti molto importante è che i rappresentanti dei Paesi africani hanno colto questa occasione per parlare di politica estera africana, ed in questo caso, l'Egitto si è congratulato con l'Etiopia per aver trovato la pace con l'Eritrea lo scorso luglio.

Inoltre ha posto particolare attenzione alla risoluzione del conflitto del Sud Sudan firmato nel mese di settembre.

Aggiunge infine che il Sahel è un'area da studiare in un approccio complessivo strategico per combattere il terrorismo e l’estremismo.

Auspica infine che la Libia presto trovi una sua stabilità. Siamo certi che quando la Libia ritroverà la stabilità auspicata, - dice -  i problemi di sicurezza si appianeranno nell'area ma anche nel Mediterrraneo. Prossimamente nel mese di dicembre l'Egitto si propone di firmare infine un accordo di libera di mercato con il Rwanda.

Amani Abou-Zeid

È intervenuta Amani Abou-Zeid, per l'Unione africana per le infrastrutture e l'energia, che promuoverà un nuova linea di cooperazione con l'Italia, con cui - ricorda - che in giornata sarà firmato un importante accordo tra l'Italia e l'Unione africana nel settore energetico.

 

 

 

È intervenuta Vera Songwe, segretario esecutivo dell'UNECA, Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Africa (UN-ECA) originaria del Camerun, la quale oltre ad evidenziare il problema economico ed occupazionale che colpisce l'intero continente africano, fa rilevare le grandi potenzialità del continente stesso che comunque sta crescendo che possono essere condivise con il Paese Italia attraverso l'attuazione di programmi di cooperazione allo sviluppo.

 

Uno sguardo non poteva mancare ai sostenitori dei processi di pace in corso:

               A sinistra Osman Saleh, ministro degli affari esteri dell’Eritrea

            A destra Werkneh Gebeyehu, ministro degli affari esteri dell'Etiopia.

 

È intervenuto infine Gilbert F. Houngbo, presidente dell'Ifad, promuove lo sviluppo sostenibile dell'Africa, sottolineando l'importanza di preservare le grandi foreste pluviali presenti di tutta l'Africa centrale, polmone verde del pianeta.


Nel ricordo di Nelson Mandela, il ministro Moavero dà inizio al suo intervento evidenziando la posizione strategica geopolitica dell'Italia e rilascia una conferenza-stampa sulle linee d'indirizzo di politica estera italiana in Africa che prosegue a grandi linee la politica del Governo precedente e coglie l'occasione per inviare i migliori auguri alla neopresidente donna dell'Etiopia, Sahle-Work Zewde.

 

La giornata è appena avviata nel migliore dei modi e auspici:

Seguono i panels: si tratta di tavoli tecnici cui partecipano i politici sia africani sia italiani, a porte chiuse.

Nella sala delle conferenze internazionali si è tenuta la sessione denominata"Sviluppo sostenibile e crescita economica in Africa: sfide ed opportunità".

Il Panel II è denominato: "Stabilità politica e sicurezza: la risposta africana al problemi locali e globali".

Il Panel III è denominato:"Sviluppo umano: camminare assieme in un approccio onnicomprensivo di cultura, educazione e mobilità".

La conferenza chiude alle ore 17, con il discorso del Presidente del Consiglio dei ministri, Conte, appena tornato dal Corno d’Africa: parla di collaborazione e coesione, condivisione tra continenti per combattere coloro i quali fanno traffico di esseri umani nel Mediterraneo e altrove.

Importantissimo l’intervento di Conte che di fatto ha delineato le linee programmatiche di politica estera italiana in Africa di questo Governo.

Primo Presidente del Consiglio italiano a recarsi in Eritrea nel corso di processo di pacificazione mette al primo posto la lotta alla povertà, promuovendo istruzione e imprenditorializzazione dei Paesi d’Africa. L'Italia non si tirerà di certo indietro - dice - condividendo le problematiche ivi esistenti. Ricorda che l'Africa è una ricchezza per tutti noi. E l’Italia oggi più che mai non dovrà perdere questa occasione:la parola d'ordine è:"Investire,investire,investire" per la "stabilizzazione della politica dei Paesi africani, vedi la Libia, per garantire la sicurezza in Europa e nell'Africa stessa.  

Una osservazione finale va alle molteplici sfaccettature culturali, etniche, economiche di ciascuno dei rappresentanti dei popoli intervenuti presenti in questo grandissimo continente, come è facile intuire guardandone i differenti volti.

Ma l'Africa è una e Madre Terra di tutti noi: ad essa dobbiamo guardare con rispetto e senza pregiudizio, perché solo così potremo veramente comprenderne la ricchezza.

Ricordo nel passato il caso della cultura afro-romana, nata dal mescolarsi delle differenti popolazioni; e nel passato recente il caso del grande artista Pablo Picasso che, ispirandosi alla meravigliose maschere scolpite dal misterioso popolo Dogon del Mali, dà avvio alla rivoluzione cubista.

I suoi dipinti dalle sfaccettature irregolari - che con l'arte primitiva hanno in comune linee appena accennate - tentano di ripercorrere i profili più nascosti della nostra psiche ed esternarla. 

di Emanuela Scarponi


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